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I vini più amati

Anche se sono tantissimi i vini che meriterebbero un’attenzione particolare, El Bacaro Osteria di Mirano ci parlerà dei vini più amati da gustare in compagnia.

Merlot

Il vitigno più diffuso e amato del pianeta ha origine nella Gironda il dipartimento francese della regione Nuova Aquitania. Il nome Merlot gli è stato dato perchè le bacche che producono il vino sono particolarmente apprezzate dai merli. Il merlot nasce nei terreni umidi, ricchi di argilla e si adatta facilmente ai climi.
Caratteristica principale di questo vino è la rotondità e la morbidezza. Il merlot è presente in tutto il mondo. In Italia è la sesta uva più diffusa con circa 23.000 ettari in quattordici regioni.

Tai-friulano

Il vitigno friulano è molto diffuso nel Friuli Venezia Giulia e nel Veneto Orientale. Inizialmente veniva chiamato Tocai ma nel 1993 ci fu un accordo tra l’Ungheria e la Comunità Europea che sanciva la fine dell’uso della denominazione tocai per i vini italiani, perchè troppo simile alla parola ungherese Tokaji.
L’accordo stipulato nel 1993 era legato all’ingresso dell’Ungheria in Europa, serviva a contrastare la concorrenza sleale nell’esercizio commerciale e sanciva, con precisione che dal 2007, dopo il periodo transitorio, ci fosse presente nell’Unione un solo Tokaji. Non più Tocai italico e neppure un Tocai friulano.
Da quel momento in Friuli il Tocai divenne “Friuliano” mentre in Veneto fu chiamato “Tai”.
Il Tai è un vino bianco profumato con una buona struttura e con una spiccata vena acida ammorbidita da una componente alcolica non indifferente.
All’olfatto l’odore è un misto di note floreali accompagnate da un sottofondo di mandorla amara.
Il Tai è molto versatile si accompagna facilmente agli aperitivi e piatti delicati a base di pesce.

Prosecco

La quasi totalità del Prosecco con cui ci deliziamo proviene dal Veneto, e una piccola parte, invece, viene prodotto nelle province del Friuli-Venezia Giulia.
L’uso (o l’amore) per il Prosecco sembra essere esploso a cominciare dagli anni ’90, con un vero boom tra il 2005 e il 2010.
Quasi diecimila cantine vitivinicole e oltre 250 case dedite agli spumanti, che producono per il mercato più di 300 milioni di bottiglie all’anno.
Il vitigno che fa da radice per la produzione di Prosecco è la glera. Queste uve costituiscono più dell’80% del totale.
Un’altra parte è costituita da verdiso, bianchetta di Treviso, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero.

Soave

Il Soave: il vino bianco per eccellenza. Perchè? Per la sua espressione caratteristica ben distante dai sentori internazionali dello Chardonnay o del Sauvignon. Il soave, infatti, ha un’intensità tutta diversa, più insolita e complicata.
Il vitigno dà alla luce un bianco dalle fragranze non aromatiche; rimembranze di mandorla e fiori candidi che vengono fuori lentamente, con dolcezza.
Il Soave mette in risalto fragranze tipiche e i sapori del territorio. Il primo piatto caratteristiche delle zone del Soave? La minestra: di verdure, con fagioli, o con pane bollito insaporito da un filo d’olio di oliva, oppure il riso con le verze, il cavolo, piselli e sedano rapa.

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